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DOVE SONO LE DONNE?

TUTTI GLI SPETTATORI IN POSSESSO DEI VECCHI BIGLIETTI DEL 2020 DELLO SPETTACOLO DI MICHELA MURGIA CHE NON HANNO ANCORA  CONFERMATO LA LORO PRESENZA DOVRANNO OBBLIGATORIAMENTE PASSARE DALLA CASSA DEL TEATRO PER L'ASSEGNAZIONE DEL POSTO.

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I biglietti sono in vendita online ed alla cassa del teatro.

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DOVE SONO LE DONNE?

Di e con Michela Murgia Drammaturgia sonora eseguita dal vivo da Francesco Medda Arrogalla Illustratore Edoardo Massa Se arrivassero gli alieni domattina e cercassero di farsi un’idea del genere umano guardando ai luoghi della rappresentazione pubblica, probabilmente penserebbero che un virus misterioso abbia colpito tutte le persone di sesso femminile d’Italia, rendendole mute o incapaci di intendere e volere. Il governo, i dibattiti televisivi e le prime pagine dei quotidiani traboccano di interventi maschili. Eppure le donne non sono una sottocategoria socioculturale ma più della metà del genere umano. Dopo aver interpretato in scena il premio Nobel Grazia Deledda nello spettacolo 'Quasi grazia', Michela Murgia, autrice tra le più impegnate nelle battaglie civili, porta per la prima volta in teatro il suo punto di vista sulla 'questione femminile' in un lucido monologo che supera per sempre gli angusti confini delle quote rosa. Produzione: Mismaonda srl  
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CONCERTO DI SANTA CECILIA

Ecco il tradizionale Concerto di Santa Cecilia che la Civica Associazione Musicale Santa Cecilia di Manerbio offre alla cittadinanza. Un appuntamento imperdibile che corona l’impegno di questa gloriosa istituzione, presenza longeva che da più di 150 anni testimonia l’amore per la musica di molti manerbiesi e che continua ad offrire, soprattutto ai giovani, una possibilità espressiva, un momento di aggregazione e un approccio competente con la musica. Dirige: Giulio Piccinelli Accesso con green pass rafforzato e mascherina FFP2 INGRESSO LIBERO
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POMPEI – EROS E MITO (La Grande Arte al Cinema)

Un viaggio cinematografico tra arte e mistero con la partecipazione straordinaria di Isabella Rossellini Colonna sonora originale di Remo Anzovino

  Con quattro milioni di visitatori all’anno provenienti da ogni parte del globo, Pompei è il sito archeologico più famoso al mondo, un luogo unico, una città perduta e ritrovata, animata nel corso dei secoli da passioni violente e dotata di un estro e una vitalità straordinari. I giochi di potere, i legami amorosi, l’ambizione smodata e il genio creativo si percepivano per le strade, si respiravano nei templi e si possono ammirare ancora oggi negli affreschi, nelle rovine, nei reperti sopravvissuti alla drammatica eruzione del 79 d.C. In uscita al Cinema Politeama solo il  30 novembre e 1 dicembre, POMPEI. EROS E MITO è diretto dal poliedrico Pappi Corsicato, che di recente ha firmato anche il documentario dedicato a Julian Schnabel. Prodotto da Sky, Ballandi e Nexo Digital, in collaborazione e con il contributo scientifico del Parco Archeologico di Pompei e con la partecipazione del MANN, Museo Archeologico Nazionale di NapoliPOMPEI. EROS E MITO è un viaggio che ci guida indietro nel tempo di duemila anni. Vengono messi a nudo i miti e i personaggi che hanno contribuito a rendere immortale questo sito archeologico unico al mondo che l’UNESCO ha inserito nella lista dei siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Dalla storia d’amore tra Bacco e Arianna nella celebre Villa dei Misteri al rapporto ambiguo tra Leda e il Cigno, dalle lotte gladiatorie sino alla disperata ricerca dell’immortalità di Poppea Sabina (seconda moglie dell’imperatore Nerone), il docu-film metterà in scena e analizzerà anche i lati meno noti e più segreti della città. Gli stessi che nel XVIII secolo portarono la Chiesa Cattolica a nascondere alcuni dei reperti più scandalosi e scabrosi recuperati duranti gli scavi. A condurci attraverso le strade di Pompei sarà una narratrice d’eccezione: la pluripremiata Isabella Rossellini. La sua presenza e la sua voce accompagneranno gli spettatori in un percorso elegante e serrato che mostrerà come i miti e le opere ritrovate abbiano ammaliato e influenzato artisti come Pablo Picasso e Wolfgang Amadeus Mozart. Arricchiscono il percorso tra storia e arte anche le rievocazioni dei miti in chiave contemporanea ideate da Pappi Corsicato: Bacco, Arianna, Teseo, Leda, solo per citarne alcuni, indossano abiti moderni e sono sospesi in un tempo che appartiene sia al passato che al presente, per mostrare quanto l’eredità di Pompei sia ancor oggi una continua fonte di ispirazione artistica. La colonna sonora originale di “Pompei. Eros e mito” (titolo internazionale: “Pompeii. Sin city”), già disponibile sugli store digitali su etichetta Nexo Digital/Sony Classical, è firmata dal compositore e pianista Remo Anzovino, che conferma con questo titolo la sua capacità unica di raccontare in musica i tesori dell’arte mondiale, tanto da essere stato premiato ai Nastri d’Argento 2019 con una Menzione Speciale per le sue colonne sonore originali dei docufilm d’arte. Era il 1748 quando re Carlo III di Borbone promosse i primi scavi ufficiali a Pompei a seguito dei primi ritrovamenti della vicina Ercolano. Fu da quel momento che cominciarono a riemergere con sempre maggior chiarezza i dettagli della catastrofe del 79 d.C., anno in cui il Vesuvio seppellì intere città, tra cui Pompei ed Ercolano, e tutto il territorio circostante. Nel corso degli scavi di Pompei sono stati rinvenuti tesori, statue, affreschi, mosaici, reperti di vita quotidiana, ma anche ville e abitazioni private che ancor oggi ci raccontano la vita di una città vivace, con giardini, fontane e imponenti apparati decorativi. Sarà lungo queste antiche vie e grazie alle opere conservate al MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che avremo modo di conoscere la vita degli abitanti di Pompei prima dell’eruzione. Attenzione particolare sarà dedicata al Gabinetto Segreto del MANN, istituito dai Borbone per custodire i reperti più “scandalosi” ed esplicitamente erotici. Le storie che esploreremo sono quelle di uomini e donne di cui ci restano tracce concrete perché quando il flusso piroclastico ad altissima temperatura che investì Pompei ne provocò la morte istantanea per shock termico, i corpi delle vittime rimasero nella posizione in cui si trovavano lasciando la propria impronta dopo la decomposizione. A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, poco più di un centinaio di calchi sono stati realizzati da queste impronte, ispirando poeti e artisti, tra cui lo stesso Roberto Rossellini, che dedicò alla scoperta di alcuni calchi una celebre scena del “Viaggio in Italia”. Tra gli interventi del film quelli di Massimo Osanna, Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei dal 2014 al 2020; Andrew Wallace-Hadrill, Professore Emerito di Studi Classici, Università di Cambridge; Catharine Edwards, Professore di Studi Classici e Storia Antica – Birkbeck, Università di Londra; Darius Arya, Direttore American Institute for Roman Culture; Ellen O’Gorman, Professore Associato di Studi Classici, Università di Bristol. POMPEI. EROS E MITO di Pappi Corsicato è prodotto Sky, Ballandi e Nexo Digital, in collaborazione e con il contributo scientifico del Parco Archeologico di Pompei e con la partecipazione del MANN, Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital. Per l’autunno 2021 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies.it e in collaborazione con Abbonamento Musei. https://youtu.be/esHwxXK4ma0
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IL GIORNO PIU’ BELLO DEL MONDO

Il Giorno più bello del Mondo, il film diretto da Alessandro Siani,è un inno alla vita, ma soprattutto alla speranza, che da un momento all'altra può portare bellezza alla vita. È la storia di Arturo Meraviglia (Siani), piccolo impresario teatrale ormai sull'orlo del fallimento. Un inaspettato lascito da parte di un lontano zio gli accende la speranza di sanare i suoi debiti, ma l'eredità non è la cifra astronomica che lui crede, bensì due bambini, Rebecca (Sara Ciocca) e Gioele (Leone Riva). Sconfortato, Arturo inizia la convivenza burrascosa con i due, ma un giorno scopre che Gioele ha un potere straordinario: è in grado di fare magie. Essendo il suo un teatro di avanspettacolo, Gioele potrebbe essere la soluzione ai suoi problemi e la salvezza di un presente in declino e senza futuro. Ma Arturo non è l'unico interessato al talento del piccolo, infatti anche un gruppo di scienziati lo tiene sott'occhio, intenzionati a studiare cosa nascondano le sue grandi doti da illusionista. L'impresario si ritroverà quindi nella posizione di proteggere il bambino, sia per la sua impresa che per l'affetto che lo lega a Gioele. Insieme a lui ci saranno amici fuori dal comune e un'affascinante ricercatrice, tutti pronti a correre all'avventura pur di aiutare Arturo a vivere il giorno più bello del mondo. https://www.youtube.com/embed/aUU7_DDdNU4
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GLI UOMINI VENGONO DA MARTE, LE DONNE DA VENERE

BIGLIETTI ANCORA DISPONIBILI SIA ONLINE CHE AL BOTTEGHINO dal best seller di John Gray - scritto da Paul Dewandre con Debora Villa messa in scena Debora Villa e Giovanna Donini in collaborazione con Andrea Midena Produzione Bianchi Dorta – distribuzione Terry Chegia   Tanto tempo fa, i Marziani e le Venusiane si incontrarono, si innamorarono e vissero felici insieme perché si rispettavano e accettavano le loro differenze. Poi arrivarono sulla terra e furono colti da amnesia: si dimenticarono di provenire da pianeti diversi. Il testo di John Gray, un best seller mondiale, tradotto in quaranta lingue, che ha venduto cinquanta milioni di copie, si basa su un pensiero semplice quanto efficace: gli uomini e le donne vengono da due pianeti diversi. A portarne in scena l’adattamento teatrale, una esilarante terapia collettiva, è per la prima volta una donna: Debora Villa. Cercando di restare imparziale, Debora ci condurrà per mano alla scoperta dell’altro sesso senza pregiudizi. Per la prima volta quindi, sarà una rappresentante di Venere a ricordarci, con la sua comicità travolgente, raffinata e spiazzante, quali sono le differenze che caratterizzano i Marziani e le Venusiane.
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FILO FILÒ

di e con Marco Paolini assistenza alla regia Silvia Busato audiovisivi e luci Michele Mescalchin   fonica Piero Chinello direzione tecnica Marco Busetto prodotto da Michela Signori   produzione JOLEFILM "Questa è la storia di un esperimento che solo a teatro (per ora…) si può fare. Se nelle università si ragiona sulla possibilità e opportunità di far rivivere il mammut o altre specie estinte, allora a teatro con un esperimento mentale, si possono far rivivere i nostri antenati, fino ai progenitori della specie. Così, per ragioni che non qui si spiegano per non rovinare la sorpresa, alcuni scienziati improvvisati o improbabili organizzano una formidabile reunion di famiglia seguendo il filo dell’eredità contenuta nei geni. Grazie alle applicazioni derivate dal progetto genoma umano, la paleontologia sta riscrivendo quanto pensavamo di sapere sulle nostre origini, così, forzando un po’ la mano, si può immaginare di ricostruire l’albero genealogico, o, per meglio dire, il cespuglio. Cosa accade quando (quasi) tutti gli antenati si ritrovano insieme nel nostro tempo? Come ci si parla, come ci si capisce? Quali risposte ci aspettiamo da questo strano incontro? Agli antenati proviamo a raccontare cosa siamo diventati, le nostre speranze e preoccupazioni sul futuro. La necessità di farsi capire impone di usare parole semplici per descrivere questioni epocali che diventano personali. Ecco la ragione per fare a teatro questo esperimento. La globalizzazione, Internet, l’intelligenza artificiale, la bíoingegneria producono accelerazione e discontinuità che danno eccitazione e disorientamento, stupore e nuove abitudini. Le nuove applicazioni hanno bisogno di acceleratori, di incubatori di idee. Allora il filò a teatro serve a rallentare il flusso, a unire i puntini del disegno attraverso la forza dell’oralità. L’oralità che fa da bussola, che smaschera i termini difficili (smontandone la forma e i tecnicismi) per renderli narrabili, capaci di muovere pensieri ed emozioni. Lo spettacolo ha una durata di circa due ore ed è diviso in due tempi: primo e un terzo tempo (il secondo non c’è…). Il primo tempo racconta il filo che ci lega al passato e che probabilmente continuerà dopo di noi (salvo tecnologia e imprevisti…). Si sviluppa come una storia che però ne contiene altre che restano in sospeso. Dopo l’intervallo comincia il terzo tempo e non si fa più teatro, si fa filò. Filò. Una forma più magra di racconto dialogante. Un filo di storie tenuto insieme con mestiere (quel che basta) e necessità (quella non manca). Era Filò nel Veneto “una veglia contadina nelle stalle durante l’inverno ma anche interminabile discorso che serve a far passare del tempo… e niente altro”, così diceva Andrea Zanzotto. Il Filò, il “terzo tempo”, ha durata variabile, dipende dal dialogo, dalla passione, dalla stanchezza. Nota: da alcuni anni uso la parola Filò insieme ad altre per indicare delle serate dove dialogo con gli spettatori e racconto storie. Benché il percorso sia segnato da temi ricorrenti ed alcuni trasporti di ragionamenti da una serata all’altra, da un titolo all’altro, Filo Filò è uno spettacolo completamente diverso e nuovo rispetto al precedente Tecno Filò di due anni fa. Fare il Filò, significa per me affrontare una performance diversa dello spettacolo, mettermi in ascolto, creare con le storie un flusso diverso sera per sera che dà senso al mio fare teatro."                                                 Marco Paolini   Acquistando un biglietto per lo spettacolo Filo Filò al Teatro Politeama di Manerbio si ha diritto ad una riduzione sul prezzo del biglietto di poltronissima (28€ + dir. di prevendita anziché 35€ + dir. di prevendita) per lo spettacolo Nel Tempo degli Dei al Gran Teatro Morato di Brescia del 22 febbraio 2020. Il codice sconto che permetterà di ottenere la riduzione (insieme alla presentazione del biglietto di Filo Filò) è MANERBIO19 https://www.ticketmaster.it/it/event/marco-paolini-nel-tempo-degli-dei-gran-teatro-morato-brescia/13702. Promozione in collaborazione fra Teatro Politeama di Manerbio e Gran Teatro Morato di Brescia.
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IL GRIGIO

di Giorgio Gaber e Sandro Luporini  con Elio rielaborazione drammaturgica e regia Giorgio Gallione arrangiamenti musicali Paolo Silvestri produzione Teatro Nazionale Genova Ecco lo spettacolo in cui il capolavoro di Gaber e Luporini, con l’adattamento e la regia di Giorgio Gallione, viene arricchito da una decina di canzoni, terreno perfetto per il talento eccentrico di Elio storico leader delle Storie Tese. Il grigio è la storia di un uomo che si allontana da tutto e da tutti, afflitto più da problemi personali che sociali. Si ritira in campagna per stare tranquillo. La sua desiderata solitudine è però subito disturbata da un fantomatico topo: il grigio. Forse un fantasma, forse una proiezione, certo l’elemento scatenante dell’inesorabile e ironico flusso di coscienza dell’uomo.  
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